La Mia Leva: Un anno tra caserma e scoperta, dal Sud al Nord Italia (1979-1980)
Ricordo ancora quel 13 marzo 1979. Data segnata sul calendario, giorno della partenza per il servizio militare. Destinazione: Salerno. L’inizio di un anno che si preannunciava fatto di disciplina, addestramento e routine. Ma quello che non sapevo, era che quella leva si sarebbe trasformata in un’incredibile opportunità per conoscere l’Italia, dal profondo sud alle città d’arte del nord. I primi giorni a Salerno furono l’impatto con la realtà militare: la caserma, i commilitoni da ogni parte d’Italia, i primi ordini, l’odore della nafta e il ritmo scandito dalle adunate. Una fase di adattamento, lontana da casa, ma con il mare del Golfo che, seppur intravisto, prometteva paesaggi meravigliosi. Poco dopo, il 6 aprile 1979, il trasferimento a San Giorgio a Cremano. Questa località, a due passi da Napoli, è diventata per me la base operativa per circa tre mesi. E, inaspettatamente, il punto di partenza per una serie di scoperte che hanno reso indimenticabile quel periodo.


Il Sud: Tra Bellezza Sconvolgente e Antica Storia
Il tempo libero, le licenze, le libere uscite… ogni occasione era buona per evadere dalla caserma ed esplorare i dintorni. Ed ero capitato in un vero paradiso. La Costiera Amalfitana: Un sogno ad occhi aperti. Ho percorso quella strada serpeggiante a picco sul blu su autobus fatiscenti, sentendo il profumo inebriante dei limoni. Ho visitato Vietri sul Mare, con le sue ceramiche vivaci che colorano ogni angolo, un vero inno alla gioia. Poi Amalfi, l’antica e gloriosa Repubblica Marinara, con il suo maestoso Duomo e i vicoli freschi. Ho ammirato la “cascata” di case colorate di Positano che si tuffano nel mare, un luogo di una bellezza quasi irreale, salendo e scendendo le sue infinite scale. E Sorrento, elegante e panoramica, affacciata sul Golfo di Napoli con la vista del Vesuvio sullo sfondo, famosa per i suoi agrumeti e i lavori in legno intarsiato. Anche la vicina Vico Equense, forse meno celebre ma con scorci altrettanto belli e una tradizione culinaria rinomata. Ogni borgo, una cartolina diversa, un’emozione nuova. Ma la Campania non è solo costa. Ho esplorato il cuore pulsante della regione: Napoli. Una città che ti entra dentro con la sua energia prorompente, il caos affascinante, l’arte e la storia che affiorano ad ogni angolo. Passeggiare per Spaccanapoli, sentirsi parte della vita nei Quartieri Spagnoli, ammirare la grandezza di Piazza del Plebiscito e il lungomare con Castel dell’Ovo: Napoli è un’esperienza sensoriale indimenticabile. E poi, ovviamente, la pizza. Assaggiarla qui è un rito, un sapore che non ha eguali. E come non immergersi nel passato? Le rovine di Pompei ed Ercolano mi hanno lasciato senza fiato. Camminare tra le strade di queste città cristallizzate nel tempo dall’eruzione del Vesuvio è stato un viaggio potente. A Pompei, la vastità del sito e le testimonianze di vita quotidiana interrotta; a Ercolano, la conservazione incredibile di case, oggetti in legno e persino cibo. E il Vesuvio stesso, presenza imponente e maestosa che domina la baia, salire verso il suo cratere, prima con la seggiovia e poi a piedi, mi ha fatto sentire la forza della natura che ha plasmato questo territorio. E per finire, non certo ultime in ordine d’importanza e bellezza, le tre isole maggiori del Golfo di Napoli: Capri, Ischia e Procida. Capri è un’isola che incanta con la sua bellezza selvaggia e sofisticata, un mix affascinante di natura rigogliosa, storia antica e vivace mondanità. Scogliere a picco sul mare cristallino, grotte misteriose illuminate da riflessi magici, giardini fioriti con viste mozzafiato e un’atmosfera frizzante che si respira tra le sue stradine eleganti. Ischia! L’isola verde, un vero e proprio tesoro del Golfo di Napoli, celebre non solo per la sua bellezza rigogliosa e i paesaggi variegati, ma soprattutto per le sue sorgenti termali dalle proprietà curative uniche al mondo. Un’isola dove il profumo della macchia mediterranea si mescola con la brezza marina e il vapore benefico che si sprigiona dalle terme naturali. E per finire Procida. La “sorella minore” del Golfo di Napoli, un’isola che incanta con la sua autenticità e il suo fascino discreto. Dimentica il glamour sfavillante di Capri e la rinomanza termale di Ischia; Procida ti accoglie con la sua semplicità colorata, i ritmi lenti della vita marinara e una bellezza un po’ selvaggia e genuina. Un’isola dove le case dai colori pastello si stringono l’una all’altra lungo le coste frastagliate, dove il profumo del mare si mescola con quello dei limoni e dove la vita scorre ancora a misura d’uomo.
Trasferimento al Nord: Nuovi Orizzonti dal Veneto
All’inizio di luglio 1979, la sirena del trasferimento ha suonato. Destinazione: Padova, in Veneto. Un cambio netto di scenario, di clima e di cultura. Qui ho trascorso la parte restante del mio servizio militare, assegnato al mio corpo d’appartenenza. Padova si è rivelata una città elegante, colta, con la sua antica Università e gioielli come la Basilica di Sant’Antonio. Il Prato della Valle, con il suo canale e le statue, è una piazza di una bellezza unica. Se il sud era passione e storia antica, il nord-est mi ha accolto con un’eleganza più composta e un’organizzazione diversa. Anche dal Veneto, i fine settimana e le licenze sono stati occasioni d’oro per continuare ad esplorare. Venezia: La Serenissima. Bastano poche parole per descriverla. Prendere il treno da Padova ed emergere nella magia di Venezia è un’esperienza che non stanca mai. Canali, ponti, calli, Piazza San Marco con la Basilica e il Palazzo Ducale… ogni angolo è un capolavoro. Navigare sul Canal Grande in vaporetto è stato come sfogliare un libro di storia e architettura. Vicenza: La città del Palladio. Un concentrato di bellezza rinascimentale. Ammirare la Basilica Palladiana, passeggiare tra i palazzi progettati dal genio di Palladio è stato un viaggio nell’armonia e nella perfezione architettonica. Un gioiello di eleganza. Verona: La città dell’amore, resa celebre da Shakespeare, ma ricca di storia ben oltre la leggenda. L’Arena romana maestosa, le piazze vivaci come Piazza delle Erbe, il Ponte Pietra sull’Adige… Verona offre un mix perfetto di romanticismo, storia antica e vitalità moderna. E per un po’ di aria di mare, una gita a Sottomarina di Chioggia. La sua lunga spiaggia sabbiosa era il posto ideale per staccare dalla vita di caserma, godersi il sole e respirare l’aria salmastra, con la vicina Chioggia che, con i suoi canali, ricorda una piccola Venezia ma con l’anima di un porto peschereccio.
Conclusione: Un Anno, Due Volti dell’Italia
Il mio servizio militare, terminato a marzo 1980, è stato molto più di un dovere civico. È stato un anno intenso, fatto di regole e disciplina, ma anche di straordinarie opportunità. Quei mesi tra Salerno, San Giorgio a Cremano e Padova mi hanno permesso di esplorare due “Italie” molto diverse ma ugualmente affascinanti. Ho portato a casa non solo il ricordo della divisa e della vita militare, ma soprattutto un bagaglio inestimabile di immagini, sensazioni, sapori e storie incontrate viaggiando tra la Costiera Amalfitana, le isole del Golfo, i siti archeologici campani e le città d’arte venete e la costa adriatica. Un anno di leva che è stato, inaspettatamente, un piccolo, grande, giro d’Italia.